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Cronaca

Allarme Whatsapp, attenzione alla truffa: nuova trappola per i cittadini

Spuntano come i funghi e non smettono di venire fuori quasi come fossero a grappolo. Stiamo parlando delle truffe su Whatsapp.

Il social network, fra i più usati dai giovanissimi e non solo, è sempre più meta e luogo di truffe di ogni tipo e specie. Una delle ultime alle quali bisogna stare veramente attenti, è quella che utilizza addirittura il nome delle ASL per inviare messaggi fuorvianti.

Un numero a pagamento allegato al quale chiamare: attenzione! Ecco tutti i dettagli che dobbiamo conoscere assolutamente.

Whatsapp: nuova truffa in arrivo

Come dicevamo all’inizio, una nuova truffa sta navigando su Whatsapp ed ha come scopo primario quello di sottrarre denaro e, allo stesso tempo, raggiungere anche i clienti che utilizzano il social magari più anziani e, di conseguenza, maggiormente vulnerabili. Sì, perché l’ultima idea dei truffatori, questa volta, riguarda le ASL.

Infatti, utilizzando il nome delle varie aziende sanitarie locali, gli ignari clienti si sono visti arrivare un messaggio (con mittente proprio la ASL), con all’interno un numero da chiamare. Il messaggio afferma falsamente che vi è una comunicazione importante riguardante la salute dell’utente, nella maggior parte dei casi il tema è ancora il Coronavirus o qualche altra possibile epidemia, in modo da arrecare allarme e indurre così il cliente a chiamare effettivamente a questo numero.

Quando, però, si effettua la chiamata, anziché essere messi in contatto con gli operatori della ASL di riferimento dalla quale è arrivato il messaggio, si viene reindirizzati ad un numero a pagamento. In pochi minuti, in questo modo, viene prosciugato il credito telefonico.

A cadere vittima sono le ASL

La prima ASL ad accorgersi del raggiro è stata quella di Sassari che ha visto tantissimi suoi clienti arrivare nelle sedi competenti per una protesta.

La struttura sanitaria ha emesso un comunicato invitando alla massima cautela e specificando che le aziende sanitarie non utilizzano mai numeri a pagamento per dare delle informazioni relative ad esami o, in generale, relativi alla salute del cliente stesso. Da qui in poi, la comunicazione anche di altre ASL territoriali che hanno emesso la stessa comunicazione in modo da aiutare i cittadini a comprendere e a capire anche cosa fare.

Nel caso si è vittime di questa nuova truffa, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi alle Forze dell’Ordine e segnalare quanto accaduto per far sì che la propria di ASL di riferimento venga a conoscenza che la truffa si sta evolvendo anche nel proprio territorio.

Rosalia Gigliano

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